L’esperienza



Il “riposo nello spirito” è uno stato dell’anima effusa dallo Spirito Santo che la pervade di divina pace accompagnata da un forte senso d’abbandono in Dio; è come se il corpo, in un istante, senza motivo apparente, rispondesse all’esigenza dell’ “essere spirituale” in cui Dio può avere un dialogo intimo e segreto, dove l’intelligenza rimane all’oscuro, mentre il cuore comunica a tutti i sensi questa effusione d’amore, poichè la mente rimane vigile e presente, seppur sopraffatta dal senso d’assoluto benessere.
Il “riposo nello spirito” non è un carisma, ma una manifestazione carismatica, durante la quale spesso avvengono guarigioni e liberazioni, ma ancor più un’apertura alla comprensione delle verità di fede, una comprensione che si fa esperienza di un Dio Amore, anche se non sempre immediata.
Se l’esperienza del “riposo” è autentica, opera una profonda trasformazione in positivo, rinnovando ed infervorando la fede.
E’ un’esperienza per tutti simile, ma nient’affatto uguale, poichè ogni persona è unica e ha bisogni, esigenze, ostacoli, traumi e quant’altro, personali, molto diversi, spesso ignorati anche dalla persona stessa. Ma Dio scruta i cuori, sa di noi tutto ciò che mai noi abbiamo saputo. E’ Lui che ci ha plasmato e nulla gli è nascosto.
Quindi spiegare l’essenza, nella sua particolarità, di cosa sia il “riposo nello spirito” non è possibile, poichè lo Spirito Santo sorprende continuamente, è imperscrutabile, agisce secondo schemi e canoni a noi sconosciuti, ma i frutti sono stupendi, perchè tramite questa esperienza percepiamo in noi la Sua meravigliosa ineffabile presenza.
Nei Vangeli sembra non ci sia traccia di tale manifestazione tranne nell’episodio dell’epilettico indemoniato (cfr Mc 9, 26-27) dove è scrittoo che quando il demonio uscì dal fanciullo scuotendolo violentemente, questi cadde a terra come morto, rialzandosi, poi, all’invito di Gesù. In questo caso fu operata una liberazione e guarigione.
E’ importante rilevare che non sempre e non a tutti è dato di sperimentare il “riposo nello spirito”, poichè lo Spirito Santo non ha regole a noi consone (sappiamo bene che le Sue vie non sono le nostre vie e i Suoi pensieri non sono i nostri pensieri), agisce comunque con potenza in tutti i cuori che si aprono alla grazia con sincero desiderio di Dio. Infatti, il senso d’abbandono provato sembra proprio rivelare che molti pongono resistenza, anche inconsapevolmente, all’azione di Dio che, nel “riposo”, comunica e opera nel profondo della persona, nei meandri segreti dell’anima, nei quali Dio genera continuamente la nostra creazione, laddove non è concesso l’ingresso alla ragione, ma solo all’amore.
Quindi, non rifiutiamo a priori ciò che non comprendiamo: in fondo la nostra fede è in Colui che tutto può!
Eppure il soprannaturale è troppo spesso ignorato e così la comunione, tra noi e il cielo, è disgiunta per l’incredulità e la paura; quest’ultima, poi, rivela chiaramente che non vi è Spirito di Dio dove manca comunione, quell’amore che scaccia ogni timore, e allora tutto cede inesorabilmente al giudizio, alla critica con le nefaste conseguenze del “non credere”.
Pertanto, partecipando ad un incontro di preghiera o una celebrazione, se vediamo persone abbandonarsi al “riposo nello spirito”, non soffermiamoci alle sole apparenze, perchè tramite loro Dio agisce anche in noi, e non importa se autentico o, come può accadere, qualcuno si lasci avvincere dalla suggestione, perchè noi possiamo comunque porci nella condizione di San Paolo che invita ad osservare tutto e trattenere ciò che è buono; quindi, anche se una sola persona ha realmente vissuto quest’esperienza, chiediamoci: “Perchè?”
Così, senza riserve, possiamo dolcemente immergerci nelle meraviglie dello Spirito Santo, che ammaestra interiormente per una sapienza nuova e reale che può scuotere il mondo intero.
Rivolgendo lo sguardo ai santi, nessuno di noi si meraviglierebbe delle loro estasi, contemplazioni e di tante altre manifestazioni dello Spirito Santo, poichè si percepisce in loro la vicinanza a Dio.
Ora, tutti noi, siamo chiamati alla medesima santità, nello stato in cui siamo, in virtù di Colui che ci ha amato prima della creazione del mondo, poichè apparteniamo ad una stirpe eletta nell’essere Chiesa santa, perchè Dio è Santo.
Non temiamo, quindi, la potenza dello Spirito Santo, ma la mancanza di anime che a Lui si donano.

(Daniela Romano)

vedi anche: