L’aspetto scientifico



Il “riposo nello spirito” osservato sotto l’aspetto scientifico.

Il “riposo nello spirito” è una condizione di completa inattività del movimento, con conoscenza integra, di durata variabile, non necessariamente in relazione con le condizioni psichiche o fisiche della persona.
Il “riposo nello spirito” non è un fenomeno isterico, il quale è di solito accompagnato da rigidità muscolare ed atteggiamento negativistico.
Nel “riposo nello spirito” vi è una perfetta percezione sensoriale, ma è presente un controllo muscolare incompleto od assente e uno sganciamento dei sistemi neurologici di controllo dell’equilibrio:
L’assenza del tono muscolare comporta un’amplificazione delle percezioni interiori e un totale stato di benessere (simile allo stato di mancanza di peso o di galleggiamento).
Come neurologo ho osservato a lungo il fenomeno, con un occhio alla neurofisiologia ed uno alla fede.
Ho notato che il modo di cadere “all’indietro”, abbastanza comune per la maggior parte delle persone, è causato da una perdita del controllo centrale della postura, come se al cervello non arrivassero più i segnali dalla periferia per controllare la stazione eretta.
Altro fenomeno connesso al “riposo” è il movimento oscillatorio degli occhi, ritmico; anche questo fenomeno è collegato ad una perdita di funzione, momentanea, dell’integrazione vestibolare centrale (i nuclei del cervello che controllano l’apparato vestibolare).
Si riscontra, inoltre, un totale rilassamento muscolare; tuttavia le vie acustiche sono attive (la persona avverte suoni e parole) ed anche le vie dolorifiche, anche se la soglia è più alta.
Ho avuto l’opportunità di praticare un elettroencefalogramma durante lo stato di “riposo” e ho notato un’attività  EEG completamente normale, ad indicare che il livello di coscienza è integro.
Concludendo, il “riposo nello spirito” non è uno svenimento, né uno stato di “trance”; il cervello mantiene un’attività sensoriale e partecipa a ciò che lo circonda.
Gli effetti conosciuti del “riposo” sono più che benefici: stato di rilassamento e di quiete, spesso di felicità; talvolta fa rivivere emozioni particolari o commuovere; spesso si ha un superamento e una rimozione d’eventi che hanno bloccato le nostre manifestazioni emozionali.
L’esperienza insegna che nel “riposo” si guarisce, progressivamente, da traumi psicologici, da malattie psichiatriche, fisiche; si cresce spiritualmente ed altre cose ancora che non conosciamo.

Dr. Giovanni Guariglia
Reparto Neurologia
Ospedale Civile di La Spezia

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