Battesimo nello spirito



Non è la ricezione di un nuovo sacramento, impropriamente perciò è chiamato “battesimo”, ma il risveglio, la reviviscenza, l’evidenza degli effetti del battesimo e della cresima.
E’ la scoperta e l’utilizzazione di formidabili energie spirituali latenti nell’anima nostra sin dal giorno del battesimo.
E’ il dissotterramento e l’impiego d’insospettati tesori, depositati dallo Spirito Santo nel nostro cuore.
E’ una riaffermazione adulta degli impegni battesimali, un “si” totale, cosciente, libero, coraggioso, senza limitazioni o riserve, all’azione dello Spirito Santo, un forte deciso proposito di essere quello che Dio vuole che noi siamo.
E’ lasciare allo Spirito la libertà di agire in noi come vuole, di modellarci secondo i suoi disegni, usarci secondo i suoi piani, distruggere in noi l’uomo vecchio e ricreare il nuovo.
E’ la totale, effettiva “immersione” dell’anima nostra (questo significa infatti “battesimo”) nel fuoco del suo amore infinito.
E’ prendere coscienza degli incomparabili doni di cui siamo depositari nel battesimo e nella cresima.
E’ un ardente desiderio di glorificare il Cristo.
Ma non è tutto.
Se il battesimo nello Spirito fosse soltanto l’entusiasmo di un buon proposito del momento, svanirebbe al vento in pochi giorni, a contatto con la dura realtà, ma il battesimo nello Spirito è qualcosa di più di un buon proposito e di un fervido desiderio di vita nuova.
Il battesimo nello Spirito è un reale arricchimento di vita divina, una forza nuova, un sentire nuovo, attraente, riposante.
E’ un qualcosa di misteriosamente dolce e affascinante che pervade tutta la nostra anima, un risvegliarsi all’improvviso alle meravigliose realtà di un mondo soprannaturale nel quale esperimentiamo, in modo permanente, una grande pace interiore, un senso di gioia inesprimibile, di entusiasmo, e un crescente desiderio di glorificare Dio, di parlare di Lui e delle sue meraviglie.
E’ un radicale cambiamento che avviene in tutte le nostre relazioni con Lui che si sente così vicino, così reale, così intimo.
Ci ridà il gusto della preghiera che diventa facile, attraente, spontanea, continua; sgorga abbondante e senza alcun sforzo, ogni momento, dal cuore, come una polla d’acqua fresca zampillante dalla roccia.
Inoltre si svegli a in noi un grande desiderio di leggere la Sacra Scrittura, le cui parole acquistano un significato nuovo, fresco, palpitante di attualità, come se si leggessero per la prima volta.
Anche la Liturgia diventa viva e parlante: certe frasi che a furia di recitarle hanno perso ogni significato, acquistano un sapore nuovo ricco di contenuto.
Scompaiono le ansietà, i dubbi, il senso di pessimismo, di malinconia, di rassegnazione alla fatalità di certe situazioni, i risentimenti, le rivalità, la smania della polemica.
Ci si sente pervasi dalla gioia inesprimibile di imboccare la strada di una meravigliosa avventura che si vuole vivere fino in fondo ad ogni costo.
Non più una fatale rassegnazione ad una vita mediocre, ma si vuole, si brama la pienezza della vita, tutta proiettata in avanti, come se si cominciasse a vivere il quel momento.
Sembra davvero di esperimentare una nuova creazione.

(don Serafino Falvo)

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